ROMA ETEREA

Simona Falena

Reprimere è più di una collezione di moda: è un manifesto di design emotivo che esplora e libera ciò che è invisibile e trattenuto dentro di noi. Il nome stesso evoca l’atto di contenimento, il reprimere un pensiero, un desiderio, o un’emozione, da cui scaturisce l’estetica unica e complessa del progetto.

Ispirandosi al surrealismo e al dadaismo, Reprimere si muove in uno spazio nel quale l’inconscio trova voce. La collezione rifiuta la linearità, cercando un impatto emotivo immediato attraverso:

  • Immagini spiazzanti e combinazioni inaspettate.

  • Oggetti e capi che sfuggono alla logica convenzionale.

  • L’elemento di frattura e disturbo che costringe a una pausa di riflessione.

Questa visione trasforma i capi in specchi dell’animo che trasformano la repressione in potente presenza visiva.

Simona Falena

Simona Falena

Reprimere è più di una collezione di moda: è un manifesto di design emotivo che esplora e libera ciò che è invisibile e trattenuto dentro di noi. Il nome stesso evoca l’atto di contenimento, il reprimere un pensiero, un desiderio, o un’emozione, da cui scaturisce l’estetica unica e complessa del progetto.

Ispirandosi al surrealismo e al dadaismo, Reprimere si muove in uno spazio nel quale l’inconscio trova voce. La collezione rifiuta la linearità, cercando un impatto emotivo immediato attraverso:

  • Immagini spiazzanti e combinazioni inaspettate.

  • Oggetti e capi che sfuggono alla logica convenzionale.

  • L’elemento di frattura e disturbo che costringe a una pausa di riflessione.

Questa visione trasforma i capi in specchi dell’animo che trasformano la repressione in potente presenza visiva.

Simona Falena

La catarsi del design: dall'emotivo al materiale

La necessità che anima Reprimere è la catarsi: dare forma concreta a quell’energia repressa, rabbia, desiderio, malinconia, ossessione, che ci tiene in ostaggio. Ogni creazione funge da canale di liberazione, trasformando il silenzio in un urlo di stile.

I capi non sono solo belli o funzionali; sono il risultato di un’intensa sperimentazione sui materiali.

Le superfici sono manipolate, portando i segni di una materia che subisce e resiste, proprio come la pelle umana. Attraverso la giustapposizione di materiali industriali e fragili, Reprimere costruisce un racconto visivo dove la pelle del tessuto diventa metafora della nostra: segnata, vulnerabile, ma intensamente viva.

Reprimere non si limita a produrre moda concettuale: costruisce un ponte tra il mondo interiore e l’esterno, offrendo un abbigliamento surrealista che è allo stesso tempo armatura e confessione.

La catarsi del design: dall'emotivo al materiale

La necessità che anima Reprimere è la catarsi: dare forma concreta a quell’energia repressa, rabbia, desiderio, malinconia, ossessione, che ci tiene in ostaggio. Ogni creazione funge da canale di liberazione, trasformando il silenzio in un urlo di stile.

I capi non sono solo belli o funzionali; sono il risultato di un’intensa sperimentazione sui materiali.

Le superfici sono manipolate, portando i segni di una materia che subisce e resiste, proprio come la pelle umana. Attraverso la giustapposizione di materiali industriali e fragili, Reprimere costruisce un racconto visivo dove la pelle del tessuto diventa metafora della nostra: segnata, vulnerabile, ma intensamente viva.

Reprimere non si limita a produrre moda concettuale: costruisce un ponte tra il mondo interiore e l’esterno, offrendo un abbigliamento surrealista che è allo stesso tempo armatura e confessione.